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“Non solo pensare, anche realizzare”: la chiave nella proposta di Hibo

Nata come agenzia fortemente orientata al digitale, in un’ottica di sviluppo funzionale e strutturale, Hibo ha virato l’attenzione dai semplici mezzi di comunicazione all’idea che si intende comunicare. Da qui la nascita di progetti che raccontano la crescita dell’agenzia, che nel 2016 ha quasi raddoppiato il fatturato e implementato il proprio organico, giunto oggi a 35 dipendenti. Un piano di sviluppo che non ha concluso il proprio ciclo, tutt’altro, come sottolinea Matteo Menarini, CEO di Hibo:

“E’ un buon periodo questo per noi. Negli ultimi tre anni abbiamo lavorato per definire e consolidare un metodo operativo che mirasse all’integrazione delle figure professionali e alla qualità degli output. Un compito difficile, perché non basta competenza e organizzazione, bisogna tenere sempre in considerazione il fattore umano. Le figure che lavorano all’interno di un progetto devono essere un corpo unico, traguardo non così banale da raggiungere. Chi lavora in Hibo viene scelto non solo per le conoscenze tecniche, ma anche per la capacità di integrarsi e, perché no, la personalità.

Il fine è creare tavoli di scambio allargati in grado di adattare il metodo di lavoro alle necessità e agli obiettivi del brief. Nell’ultimo anno e mezzo siamo passati da 20 a 35 unità, con un piano di sviluppo importante per i prossimi tre anni che porterà all’inserimento di diverse nuove figure all’interno dell’agenzia.

Il nostro processo creativo, che mette sullo stesso piano copy, art direction, tecnologie e media, è volto all’individuazione di dinamiche, non di schemi rigidi e definiti, attraverso cui dar vita a format e campagne innovative, efficaci, aderenti al cliente. La qualità dei nostri output e dell’ambiente di lavoro, i risultati e gli obiettivi di fatturato raggiunti, e specialmente i riscontri positivi dei nostri partner, sono la dimostrazione che stiamo percorrendo la strada giusta.

Ogni progetto è il risultato dell’integrazione tra analisi continuativa dei dati, strategia, creatività e buona capacità realizzativa, elemento, quest’ultimo, che spesso viene sottovalutato o di cui si parla poco, perché viene dato per scontato. Non è assolutamente così.
Avere le idee giuste è fondamentale, purtroppo non basta o non basta più. Siamo in un momento storico in cui c’è spesso un sovraccarico di opportunità ma la parte difficile è individuare quella giusta e realizzarla, come diciamo noi, “metterla a terra, portando a casa gli obiettivi”.

Per tutti questi motivi abbiamo voluto investire in una nuova sede. Uno spazio di 500 mq che permette di gestire il lavoro in modo condiviso attraverso aree di co-working e dove le diverse figure professionali possono lavorare insieme contaminandosi.

Abbiamo avviato importati collaborazioni con strutture di alto profilo professionale, fortemente complementari alle nostre competenze, sia in ambito tecnologico che nell’analisi tecnica del data analytics. Anche l’avviamento di una nuova unit dedicata agli eventi è stata una scelta mirata, volta a stressare ulteriormente la necessità di non differenziare l’approccio tra digitale e tradizionale, che non sono mondi paralleli e separati, bensì gli stessi, in cui consumatori e utenti viaggiano simultaneamente ma con mezzi diversi. Da qui l’esigenza di imparare a relazionarsi con loro in modo trasversale. Nei prossimi mesi ci saranno ulteriori novità, in particolare nell’integrazione di nuovi servizi. Poi ci sono i progetti speciali…

Insomma, l’importante è non fermarsi mai e andare avanti. Non solo pensare, anche realizzare. Le idee devono poggiarsi a terra, diventare realtà”.

 
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